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Incendi: l’importanza della manutenzione e dell’adeguatezza tecnica della canna fumaria

Scarsa manutenzione, inadeguatezza tecnica e combustione di materiali non convenzionali: ecco le cause che possono provocare l’incendio di canne fumarie, camini e stufe…

Talvolta le cause degli incendi domestici possono essere attribuibili anche ad una scorretta installazione della canna fumaria del camino o della stufa, oppure ad una scarsa manutenzione della stessa. Le principali tipologie di incendi originati dalla presenza di camini sono l’incendio di fuliggine, l’incendio esterno al camino per surriscaldamento e l’incendio dovuto a perdite della canna fumaria. Tali tipologie di incendio si verificano, soprattutto, in caso di utilizzo di apparecchiature che impiegano combustibile solido. Le cause d’incendio connesso ai camini, ai condotti e alle canne fumarie sono principalmente tre:

  • scarsa manutenzione (pulizia);

  • inadeguatezza tecnica (costruzione non a regola d’arte);

  • combustione di materiali non convenzionali (rifiuti solidi urbani).

Nel corso degli interventi di spegnimento, ci si trova spesso in presenza di canne fumarie molto sporche, con la sezione ostruita da depositi della combustione. Di norma, tutti i camini a combustione solida (stufe a legna ecc.) devono essere puliti almeno una volta all’anno da personale specializzato asportando tutto il materiale depositato all’interno della canna fumaria. Le stufe a combustione gassosa o liquida, necessitano, invece, di minore manutenzione.

Quando il camino è acceso, se si verifica una fiammata più alta del solito o in condizioni di vento asciutto e freddo che risucchia le faville, lo strato di fuliggine depositato sulla superficie interna potrebbe incendiarsi. La fuliggine è un ottimo combustibile e, grazie al notevole flusso di aria, si verifica una violenta combustione che produce rapidamente molto calore. In genere tale combustione è di breve durata (15 – 20 minuti) e produce anche un grande rumore e vibrazioni.

Il calore prodotto (può arrivare anche a 800 – 1.000 °C) riscalda la superficie interna e può determinare fessure nelle pareti della canna e nei muri confinanti con il pericolo di estendere l’incendio ai mobili e alle travi dei soffitti o del tetto. All’esterno le faville che escono dal comignolo possono ricadere su materiali combustibili ed innescare incendi fuori dall’abitazione o in edifici o costruzioni adiacenti. Esse inoltre possono cadere nel canale di gronda (dove possono esservi foglie secche, spini ecc.) e innescare una combustione nell’intercapedine del tetto.

Un altro fattore di pericolo è costituito dall’inadeguatezza tecnica dei camini. Infatti, in diversi casi, si riscontra un sistema di costruzione con isolamenti poco accurati. Per questo gli incendi delle canne fumarie danneggiano sempre più frequentemente anche i tetti, creando danni non indifferenti. Questo fenomeno, paradossalmente, interessa maggiormente le case appena costruite o ristrutturate.

Il problema non è il tubo d’acciaio o quanto previsto dalle nuove norme ma è il sistema di isolamento della canna fumaria che non è adeguato: non è un caso che l’incendio non si limiti più alla sola canna fumaria, come accadeva una volta, ma diventi, in genere, anche incendio del tetto, in quanto, se la canna fumaria non è ben isolata, il fuoco riesce ad entrare nell’intercapedine tra le tegole del tetto e il soffitto.

Spesso si verifica che le canne fumarie siano di sezione insufficiente, costruite con materiali non idonei a sopportare alte temperature o rimaneggiate più volte nel corso di ristrutturazioni. Alcune volte risultano ostruite da oggetti estranei o presentano curvature e andamenti tali da rendere difficoltosa l’evacuazione dei fumi, favorendo in tal modo il deposito di fuliggine. Un errore molto frequente è quello di realizzare dei condotti fumari in acciaio inox privi di un’adeguata coibentazione senza rispettare le distanze minime dagli elementi di fabbrica combustibili (legno, isolanti sintetici, ecc.).

La caratteristica di resistere al fuoco di fuliggine e la protezione dei materiali combustibili posti a ridosso della canna fumaria sono, pertanto, i requisiti fondamentali per la prevenzione degli incendi della copertura. Gli errori esecutivi del camino che possono causare un incendio sono:

  • camino con classe di temperatura inferiore alla temperatura nominale effettiva dei fumi (ad es. camino con T 160, adatto per caldaie a gas, usato invece per stufa a legna, con temperatura dei fumi ben maggiore);

  • camino con presenza di materiali combustibili (travi di legno, assi, moquette, ecc.) a distanza inferiore a quella richiesta (ad es. trave posta a 10 mm, quando il cosiddetto “codice del camino” prevede una distanza minima di 50 mm);

  • camino non “denominato” per incendio fuliggine, ossia non testato per tale evento, ed invece utilizzato per combustibile solido;

  • camino non montato correttamente, e quindi con possibili punti caldi (temperatura superficiale esterna superiore rispetto a quella determinata nelle varie prove);

  • impianto termico e camino dimensionati in modo errato.

Ultima causa di incendio riscontrata è lo smaltimento nelle stufe domestiche o nelle caldaie a legna di rifiuti solidi urbani, con particolare riferimento a materie plastiche varie e agli imballaggi (PVC, PE, PP, PET, PS).

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